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I Romani di Alberese

Avete letto bene, i Romani, proprio quelli con la “r” maiuscola, abitavano la pianura di Alberese.

Qualche anno fa, un’affermazione del genere avrebbe generato quanto meno il sollevamento dubbioso di un sopracciglio nell’ascoltatore locale:  avevamo imparato fin dai banchi delle elementari che dopo gli etruschi, la nostra terra era stata abbandonata al suo destino e che pian piano, si era trasformata in palude.  Pian piano,  la differenza è tutta lì. E siccome le storie, soprattutto quelle vere, amano essere raccontate come si deve, anzi lo esigono, ogni tanto mandano segnali dal passato per ri-orientare la narrazione nella giusta direzione.

Tutto ebbe inizio nel 2003, quando, sull’altura di Scoglietto,  fu ritrovata un’epigrafe di marmo, su cui era incisa una dedica. Il postulatore era uno schiavo, si chiamava Dyonisius e la dedica era per una dea: Diana Umbronensis. La cosa insinuò il sospetto negli  archeologi che lì vicino si trovasse un’area sacra, forse risalente ai primi anni del I secolo d. C.  Nel 2004 e nel 2005, furono fatte delle prospezioni territoriali che misero in evidenza, oltre all’area sacra, anche un luogo di mercato e di smistamento di merci mediterranee verso l’ager  Rosellanus.

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Dopo lo Scoglietto e il suo templum,  è stata la volta di Spolverino, vicino all’ultima ansa del fiume Ombrone, dove abitava e creava un mastro vetraio. Il suo atelier era composto da laboratori per la lavorazione del vetro e  per la produzione di oggetti d’osso. Più tardi, sullo stesso sito, sorse anche un’officina metallurgica.

Ad Alberese, il desiderio della storia di essere raccontata come si deve ha portato alla nascita di vari fronti di scavo che, pian piano – ma molto presto e miracolosamente per le tempistiche italiane – hanno cominciato a far emergere un racconto incredibile. Quello di un territorio vivo e vivace, per alcuni aspetti molto simile a quello odierno.  Vivace come i giovani archeologi dell’Associazione Culturale Progetto Alberese, che sono stati i primi promotori dello scavo, appoggiati dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici della Toscana.

Uno dei tanti frutti di questa collaborazione tra pubblico e privato è la mostra “I Romani di Alberese” che dopo essere stata ospitata dal Museo Archeologico di Grosseto, torna a casa. La mostra comprende circa 200 reperti di ceramica, metallo, vetro, osso e marmo, fra cui la piccola statua di culto di Diana.

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Verrà inaugurata il 27 giugno alle ore 12,30, presso il Centro visite del Parco Regionale della Maremma.

L’esposizione sarà visitabile a partire dal 27 giugno fino al 1° novembre 2015, con i seguenti orari:

Dal 27 al 30 giugno, dalle ore 9 alle ore 16

Dal 1° luglio al 1°novembre, dalle ore 9 alle ore 20.

L’ingresso alla mostra è gratuito.

Per informazioni, potete telefonare al numero: 0564 407098.

Insomma, ci vorrà ancora del tempo, ma la storia ha cominciato a prendersi le sue soddisfazioni. Intanto è ufficiale: ad Alberese, dopo gli etruschi, non c’è stata solo palude. I Romani di Alberese sono tornati!